Fu una svolta non solo per l’economia. Quarto gruppo: siete esperti ai quali alcune grandi aziende hanno affidato il compito di selezionare le canzoni più allegre e ballabili, adatte ai circoli del dopolavoro per i dipendenti. Gli anni 1950, comunemente chiamati anni cinquanta, sono il decennio che comprende gli anni dal 1950 al 1959 inclusi. I dinosauri della musica italiana: 10 cantanti con più di 50 anni di carriera. Tre anni dopo, proprio Modugno divenne Mister Volare e fece voltare pagina alla canzone italiana, ma questo lo vedremo nello studio di caso sul periodo successivo. La fama dell’Italia come “Paese del bel canto” nacque nell’Ottocento da due tradizioni canore che sarebbero state poi all’origine della canzone italiana: la romanza lirica del melodramma (l’opera lirica era allora molto più popolare che ai nostri giorni) e le tradizioni dialettali locali, in primo luogo la canzone napoletana. Con questa doppia derivazione, la canzone italiana nacque nel primo Novecento ma divenne “adulta” solo negli anni ‘20 e ’30. Sottolineare questi tratti comuni agli altri paesi occidentali non impedisce di vedere alcune specificità del caso italiano, ove furono più nette le differenza tra il clima del “lungo dopoguerra” e quello dei decenni successivi. Fino agli anni ’50, adulti e giovani ascoltavano e ballavano la stessa musica negli stessi locali, dai sofisticati night alle popolari “balere” per il “liscio”. Anni di sperimentazione, come nel caso di Figli delle stelle, uno dei pochi esempi di musica disco cantata in lingua italiana; ma sono anchge gli anni delle trasgressioni, ben rappresentate dal Triangolo di Renato Zero, da Pazza idea di Patty Pravo e dall’allegria coinvolgente dei Cugini di campagna, pietre miliari della musica italiana anni 70. 1) Dapprima ripresero smalto le tradizioni locali, prima tra tutte quella napoletana, ma anche quelle romana e romagnola. Proprio perché destinata a un pubblico di massa, questa era la forma di cultura più “sorvegliata” dal potere, più soggetta ai controlli e alle censure dei governi democristiani del tempo e della Chiesa, al cui “magistero” la Dc degli anni ’50 si rimetteva completamente, lasciandole il più ampio spazio d’influenza. di Paolo Ceccoli, «Resistere». In un’ampia prospettiva, la storia degli ultimi 70 anni appare divisa in due epoche storiche, con gli anni settanta come svolta periodizzante. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Gli strumenti per insegnare la storia della Repubblica, Storia della Repubblica Italiana in sette mappe. Dalla fine dei ’40 alla seconda metà dei ’50 gli amanti di novità dovettero rivolgersi all’estero: i più raffinati, alla canzone francese di Edith Piaf (col suo successo mondiale di La vie en rose nel 1947), Ives Montand, Juliette Greco, e più tardi di George Brassens; il pubblico più largo, ai ritmi latino-americani come la rumba, il samba, il bajon, il mambo. Un passo indietro: le origini della “canzone all’italiana”. A Napoli, già tra il ’44 e il ’45 uscirono le famosissime Tammuriata nera, Simmo ‘e Napule paisà, Dove sta Zazà e Munasterio ‘e Santa Chiara, ed emersero le voci di Roberto Murolo, Fausto Cigliano e Sergio Bruni. Sulla scia della "golden age" della letteratura fantascientifica iniziata nel decennio precedente, numerose sono le produzioni cinematografiche statunitensi del genere. C’era anche il filone delle canzoni molto allegre e orecchiabili, a volte filastrocche comiche o surreali, giocate sul nonsense o su doppi sensi. è completa dei maggiori successi dei mitici anni 60. A 'A cimminera Nasce il Rock and Roll. Oltre alla Pizzi, quei protagonisti erano Luciano Tajoli (Campanaro, 1953) Gino Latilla (Vecchio scarpone, 1953), Claudio Villa (Buongiorno tristezza, 1955), Achille Togliani (Amor di pastorello), il Duo Fasano, Carla Boni (Casetta in Canada 1957), Giorgio Consolini (Tutte le mamme, 1954), Teddy Reno (Piccolissima serenata, 1957). Fino alla fine degli anni ’50, i potenti fattori di modernizzazione economica e sociale, in atto nella società italiana, erano poco visibili a causa di un clima politico-culturale all’insegna del conservatorismo e della restaurazione dei valori tradizionali: ovvero, la società italiana “correva avanti ma guardava indietro”. Certo è che, come si vedrà nel secondo studio di caso proposto, anche in musica la svolta epocale fu nel 1958, con “Mister Volare” (Domenico Modugno) e con l’irruzione dall’America delle mode musicali giovanili, a partire dal rock’n roll. Per indicare le canzoni d’amore più belle e note degli anni ’50 non possiamo non dare un’occhiata alle classifiche dei brani più venduti in quegli anni. Intervista ad Andrea Canevaro, La seconda vita delle immagini dall'archivio al web. Trincea e prigionia nell’archivio Barberio Ricordiamo che il contesto politico-ideologico era quello della guerra fredda, coi governi del “centrismo” guidati dalla Democrazia Cristiana (Dc) dopo la rottura coi partiti di sinistra (Pci e Psi). ANNI 50 1. Lista delle varianti di canzoni anni 50 italiane più vendute. Una fonte che suscita notevole interesse e curiosità in classe. Essi arricchirono la canzone italiana degli anni ‘30, che già disponeva di grandi compositori e parolieri. Teddy Reno – Ba ba baciami piccina 3. Eulalia Torricelli, la prima, è un tipico esempio di canzone disimpegnata, surreale, molto orecchiabile, ballabile come valzer allegro: ottenne un grande successo, dopo il quale il cantante Gigi Beccaria abbandonò la professione. Che mirasse a fare piangere o ridere, la “canzone all’italiana” era comunque costruita per essere non solo ascoltata (alla radio o nei pesanti dischi a 78 giri allora in uso), ma anche cantata e ballata, con i balli allora in voga: valzer, tango e anche polka e mazurca, nel “ballo liscio” che già imperversava, soprattutto in Romagna. #DESCRIPTION# Articolo di Rockit.it. I protagonisti di Sanremo, e della canzone italiana di quegli anni in generale, furono pochi anche perché non esisteva ancora il legame cantante-canzone (che iniziò negli anni ’60): lo stesso interprete ne eseguiva diverse, anche nella stessa competizione. Nacque nel 1951, all’inizio sottotono, per rilanciare l’immagine turistica della “città dei fiori”: era una gara canora, con soli tre concorrenti a proporre le venti canzoni in competizione, affidate all’orchestra del maestro Angelini. Va sottolineato che tra i molti tratti di continuità con il regime fascista ci fu il rapporto fra potere politico, comunicazione e cultura di massa, nel nostro caso la musica. Musica Italiana - Anni '50. Le varianti sono disposte per popolarità dal più popolare a quello meno popolare. di Maurizio Guerri, Perché non sono nata coniglio? La trasmissione più amata dagli italiani, Mitologie padane. Questo video è alla posizione numero 1 della classifica "Hitlist Italia: classifica musica italiana singoli" del 16/10/52875 In tutto il “lungo dopoguerra”, infatti, la canzone era “di Stato”: la governavano la radiofonia pubblica (l’Eiar, diventata Rai), e la sua controllata discografica, la Cetra, esattamente come avveniva durante il fascismo. Immaginate di vivere in quel periodo. I campi obbligatori sono contrassegnati *. Regalo per mamma e papà che hanno gradito molto e l'ascoltano canticchiando. L’Italia negli anni ’50 1 Luglio 2017 Come per molta parte del mondo occidentale, anche per l'Italia gli anni '50 furono caratterizzati da profonde trasformazioni sia di ordine sociale, economico e culturale, che tuttavia non cancellarono i gravi e radicati squilibri accusati fin dal secondo dopoguerra. Dall’ampolla del Po a Capitan Padania, Franca Viola. Per non appesantire la galleria di canzoni del “lungo dopoguerra”, non ho inserito esempi dell’altro filone, quello di ripresa delle tradizioni regionali. I tanti filoni della musica degli anni ’60, la stagione dei giovanissimi, Linguaggi di ieri e di oggi: la canzone italiana del XXI secolo e le generazioni 2.0, - Cantieri della didattica: insegnare la contemporaneità, - Tolleranza e intolleranza. Di fatto i dominatori del palcoscenico di Saremo, e della canzone italiana di quegli anni, furono circa una decina: su tutti la bolognese Nilla Pizzi, poi Tajoli, Tagliani, Villa, Latilla, Consolini, Reno, la Boni e il Duo Fasano. La differenza tra il clima politico-culturale degli anni ’50 e quello degli anni ’60 non è una “anomalia” italiana. Si moltiplicarono le vendite di dischi, anche perché i pesanti 78 giri furono soppiantati dalla novità arrivata allora dall’America, i dischi in vinile: i 45 giri (singoli) e i 33 giri (long playing). About Us. 16 marzo – 9 maggio 1978, Le elezioni del 1948 e la demonizzazione dell’avversario politico, Un’industria, una città, un mito: le Officine Meccaniche Reggiane e Reggio Emilia, La memoria del ritorno. Nella capitale, l’astro nascente della canzone melodica, il trasteverino Claudio Villa, lanciò nel ’48 Vecchia Roma, e nel 1955 Renato Rascel compose l’ancora più celebre Arrivederci Roma. Hobsbawm, Il secolo breve, 1994). Questo processo si osserva magnificamente nella canzone popolare, che in Italia si è soliti chiamare “musica leggera”. *Un tocco di passato nel progresso della modernità* *Appuntamento ogni giorno alle 13.15 e alle 21.15 con due canzoni che hanno segnato un'epoca* WikiTesti è un’enciclopedia musicale con lo scopo di far conoscere a quante più persone possibile il panorama musicale. Leggete e commentate le motivazioni. Per l’Italia è ovvio assumere come svolta il 1958: il primo anno del “miracolo economico”; l’anno in cui il numero dei lavoratori dell’industria sorpassò quello degli addetti all’agricoltura; in cui iniziò la costruzione dell’autostrada del Sole e prese avvio il mercato europeo, dopo il trattato di Roma firmato l’anno prima. L’unitarietà di quell’epoca storica vale per l’Occidente e dunque anche per l’Italia, che dal dopoguerra agli anni ’70 (alla loro fine, nel caso italiano), compì la sua “grande trasformazione”: una società ancora in gran parte agraria divenne industriale-urbana, con tutti i processi a questo connessi, riassumibili nella categoria della modernizzazione. La critica (non solo la Cederna) storceva il naso, ma il grande pubblico apprezzava molto quelle canzoni e quei cantanti. La corruzione della pubblica amministrazione non era purtroppo fenomeno nuovo per la storia d'Italia, costellata di piccoli e grandi scandali fin dai tempi dell'Unità. Per questo motivo la canzone, assieme alla radio e alla neonata televisione (soggette ad analoghi controlli), sono le forme di cultura di massa più rivelatrici del mutamento del clima culturale che si ebbe dagli anni ’50 ai ’60. Egli fu anche uno dei pochi a seguire il crooning, la svolta “confidenziale” che era iniziata nella musica americana dagli anni ’40, con l’invenzione del microfono: quella svolta consisteva in un modo più sommesso, “intimo” di cantare, e i crooners che la avviarono furono due giganti della canzone come Bing Crosby e Frank Sinatra. Ma fu anche molto originale nel mettere in scena, con tono ironico e scanzonato, l’irruzione dell’american way of life nella società italiana, come seppe fare il napoletano Renato Carosone con il suo sestetto. Poche, tardive (emersero solo nella seconda metà dei ’50), e provenienti quasi solo da un settore, quello della “musica da night” (cioè suonata, cantata e ballata nei locali notturni). luglio 2020. Prerequisito per gli studenti è lo studio del periodo nei suoi aspetti generali, da effettuarsi sul libro di testo. Ogni giorno vengono inseriti centinaia di nuovi testi, Iscriviti alla nostra newsletter, registrati alla newsletter ti manderemo i contenuti migliori. In quella forma, Renato Carosone allestì un sestetto che nel 1955 inaugurò La Bussola in Versilia (per molti anni il locale notturno più alla moda). L’Italia diventa l’approdo dei nuovi migranti, Globalizzazione, guerre, migrazioni. Dopo avere letto rapidamente il testo, ora vedrete e ascolterete 12 canzoni, molto rappresentative della musica italiana degli anni ’50. Immaginate di vivere in quel periodo. Per sintetizzare questo periodo, potremmo dire che in quel “lungo dopoguerra” la società italiana “correva avanti ma guardava indietro”; ovvero stava realizzando un’enorme trasformazione, sul piano strutturale, ma quasi senza rendersene conto, per il permanere di una mentalità collettiva (valori, credenze, aspettative, fantasie) rivolta al passato. Spartiti canzoni italiane famose anni 50.. You may also like. Le successive otto sono invece qui cantate dagli interpreti di maggior successo dei ’50. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Le prime quattro sono esempi molto celebri della tradizione melodica della “canzone all’italiana”: la prima, Tic-ti tic-ta, è seguita dal rifacimento di Caterina Valente della fine degli anni ’50, perché il confronto mostra quanto il carattere più o meno tradizionale di una canzone dipenda soprattutto dall’esecuzione e dall’arrangiamento, ben più che dallo spartito musicale. 2) La direttrice dominante divenne però la restaurazione della tradizionale canzone melodica, sia nella sua intonazione nostalgico-sentimentale sia in quella dell’allegria. Le persone adorano anche queste idee Spartiti canzoni italiane famose anni 50. Le cause individuate dalla storiografia sono diverse, ma con effetti convergenti: a) le condizioni iniziali molto più arretrate che nel resto dell’Occidente, in particolare nel Sud, e ciò non solo nelle condizioni di vita ma anche nel tessuto sociale, civile e culturale; b) lo strapotere padronale sui luoghi di lavoro, che faceva crescere i profitti e gli investimenti ma non i salari, per cui rimanevano deboli i consumi della famiglie; c) i fattori prima richiamati, cioè la pesante eredità del ventennio fascista, i tratti illiberali presenti sia nello Stato sia nella mentalità diffusa in vasti strati della società, e l’influenza molto più forte e più diretta di una Chiesa in quegli anni realmente oscurantista. HalidonMusic. Le innovazioni: poche, isolate, con effetti non immediati. Più recentemente, Alberto De Bernardi l’ha definita “l’età del capitalismo statalmente organizzato”, contrapposta alla successiva epoca della “globalizzazione neoliberista” (A. La borsetta di mammà!”, negli stessi anni dei film Vacanze romane e Un americano a Roma. In questa prospettiva, il 1958 diventa data periodizzante anche – e soprattutto – per la fine del pontificato di Pio XII, l’ultimo “principe della Chiesa”, vessillifero della crociata contro il “comunismo ateo”, non in nome della “civiltà occidentale” quanto dei valori tradizionali della “civiltà contadina”. E’ da notare che negli anni ’50 i cantanti erano mediamente trentenni o poco più anziani: lo erano quasi tutti i big sopra citati, a partire dalla Pizzi (nata nel 1919), trentaduenne al primo festival di Sanremo. Serve a comprenderne alcune dinamiche culturali e a capire e la mentalità collettiva del tempo. La tragedia dei “monfalconesi”. E’ utile avere presente questo quadro musicale italiano degli anni ’30, perché dal dopoguerra fin quasi alla fine dei ’50 esso fu riproposto quasi invariato. ; 25 giugno: scoppia la Guerra di Corea; 1951. 2) Il titolo di Papaveri e papere era fortemente evocativo, perché l’espressione “alti papaveri” era comunemente riferita agli uomini di potere. Il dopoguerra degli ex deportati politici nel Friuli Venezia Giulia, I giovani ribelli della “Zanzara” e le origini del ’68, 1991. Nel 1951, era iniziato il festival di Sanremo, che divenne quasi subito il “tempio” della canzone italiana e della sua “restaurazione melodica”. La collezione (3CD!!!) Lo sbarco della Vlora. Borgo Antico (1950) cantata da Claudio Villa ne è … Secondo gruppo: siete inviati del periodico dell’Azione cattolica (organizzazione della Chiesa, che all’epoca contava milioni di aderenti), che deve selezionare le canzoni adatte alla sensibilità religiosa e alla moralità dei propri iscritti. A parte Teddy Reno, gli altri sopra citati rimasero quasi sempre legati all’uso lirico (a piena voce), a una gestualità molto enfatica e a temi grondanti retorica.