La stagione architettonica del primo Rinascimento è dominata dalla figura di Filippo Brunelleschi il quale, dopo gli esordi come scultore, si dedicò già nel primo decennio del secolo a meditazioni sui problemi architettonici, mettendo a frutto le osservazioni fatte nei viaggi a Roma. Si tratta dei primi elementi di una crisi che si manifestò a Firenze in tutta la sua forza dopo la morte del Magnifico e con l'instaurarsi della repubblica savonaroliana. His father was a wine merchant who had connections with the Court of Edward III. In queste opere, pur partendo da un modello comune (l'arcosolio) si arriva a risultati via via più raffinati e preziosi[20]. Alcuni tra i migliori traguardi artistici nacquero dal diretto confronto tra artisti chiamati a lavorare faccia a faccia (o quasi) su un tema analogo: i Crocifissi di Brunelleschi e Donatello, le cantorie del Duomo di Donatello e Luca della Robbia, le storie della Cappella Brancacci di Masaccio e Masolino. Ad esempio lo Spedale degli Innocenti (1419-1428) ha un famoso portico con archi a tutto sesto retti da colonne che formano nove campate a pianta quadrata; il modulo di base è la lunghezza della colonna, che determina la distanza tra l'una e l'altra ("luce" dell'arco) e la profondità. Alberti cercò di integrare la parte antica a quella nuova, mantenendo la decorazione a tarsie marmoree bicrome e lasciando le arcatelle inferiori, inserendovi solo un portale classicheggiante al centro (derivato dal Pantheon), chiuso dal motivo pilastro-colonna ai lati. La sua eccellente capacità disegnativa gli permise di conciliare anche spunti apparentemente distanti, come lo sfumato leonardesco, il risalto plastico di Michelangelo e il classicismo raffaellesco, all'insegna di un'esecuzione impeccabile e allo stesso tempo molto libera e sciolta nel modellato, che gli vale l'appellativo di pittore "senza errori"[65]. Nel 1401-02 Gian Galeazzo Visconti, che stava per conquistare Firenze, si fece conferire il titolo di protettore di Roma, occupando la città. La fondazione dell'Accademia neoplatonica dopotutto aveva sancito gli orizzonti intellettuali della cultura sotto Cosimo, sviluppando le discipline umanistiche verso una rievocazione più aulica e ideale del passato classico[20]. Ma più probabilmente Firenze stessa), ma acquisì tutti i suggerimenti allora disponibili in Italia. La decorazione è raffinata e composta con fantasia attingendo dal repertorio classico, con un gusto aperto alle contaminazioni e attento ai giochi prospettici (il cortile ad esempio sembra simmetrico senza esserlo ed ha le colonne angolari più sottili). Dalla metà degli anni trenta del Quattrocento il fervore pionieristico scemava gradualmente, mentre si cercava di dare una sistemazione teorica a ciò che fino ad allora era stato sperimentato. Le due opere sono comunque vicine all'opera fiorentina. Non mancano le citazioni colte nelle sue opere, ma il suo pubblico non era in generale quello dei circoli intellettuali neoplatonici, ma la classe alto-borghese, abituata ai traffici commerciali e bancari più che alla letteratura e la filosofia antica, desiderosa vedersi ritratta come compartecipe nelle storie sacra e poco incline alle frivolezze e alle inquietudini che animavano invece altri pittori come Botticelli e Filippino Lippi[46]. Con la morte di Lorenzo si aprì un'epoca di crisi e ripensamento, dominata dalla figura di Girolamo Savonarola, che dopo la cacciata di Piero il Fatuo fece reinstaurare la Repubblica e creò uno Stato di ispirazione teocratica. Gli artefici aspiravano a sganciarsi dalla figura del lavoratore manuale, che produce oggetti su commissione ("artigiano"), in favore di una concezione più intellettuale e creativa del loro operare, che aspirava a pieno titolo a far parte delle "arti liberali"[31]. Fondata in epoca antica e patria dei più famosi poeti e artisti del mondo, Firenze è stata per anni flagellata dalle violenze di una guerra civile scatenata tra i suoi cittadini, schierati in due fazioni rivali. Completamente rinnovata nel motore bicilindrico di 850 cc da 65 cv e 73 nm, e nel telaio evoluto che elevano piacere ed emozione di guida. Le sue figure emanano un dinamismo e una profondità umana che è ignota a Masolino. All'alba del XV secolo, mentre l'Europa e parte dell'Italia erano dominate dallo stile Gotico internazionale, a Firenze si viveva un dibattito artistico che verteva su due possibili correnti opposte: una legata all'accettazione, mai fino ad allora piena, delle eleganze sinuose e lineari del gotico, seppure filtrata dalla tradizione locale, e un'altra volta a un recupero più rigoroso della maniera degli antichi, rinsaldando nuovamente il mai dimenticato legame con le origini romane di Florentia[3]. L'opera sviluppò un forte entusiasmo, che consacrò la fama dell'artista e gli garantì un numero cospicuo di commissioni, tra cui una serie di apostoli per il Duomo (sbozzò solo un San Matteo), una Madonna per una famiglia di mercanti di Bruges e una serie di tondi, scolpiti o dipinti. Lavorando soprattutto per committenti privati, sempre più colpiti dalla sua arte, creò numerose tavole di formato medio-piccolo per la devozione privata, soprattutto Madonne e sacre famiglie, e alcuni intensi ritratti. Nessuna superficie è priva di decorazione: dal pavimento cosmatesco fino alla volta a padiglione con smaglianti terrecotte invetriate di Luca della Robbia[21]. Nel palazzo Medici, modello di gran parte dell'edilizia civile fiorentina successiva, e non solo, sfruttò la rusticazione esterna, ripresa dai palazzi pubblici medievali, e creò una residenza più o meno cubica, articolata attorno a un cortile centrale, sul quale si apre l'accesso per il giardino. L'insieme è basato sui principi della composizione modulare (basata sull'uso del quadrato e dei suoi multipli e sottomultipli), mitigata però da alcune asimmetrie (volute o dovute agli esecutori materiali), quali la collocazione non in asse di alcuni elementi verticali e delle tarsie dell'attico[29]. L'opportunità di un viaggio a Roma gli permise di vedere le opere di Michelangelo e Raffaello in Vaticano che, a detta del Vasari, lo lasciarono turbato: da allora il suo stile si ripiegò su sé stesso, diminuendo il vigore e l'entusiasmo innovativo[64]. Toscana. Di solito veniva lasciata ampia libertà sulle questioni di composizione e stile. Il rapporto di Lorenzo il Magnifico con le arti fu diverso da quello del nonno Cosimo, che aveva privilegiato la realizzazione di opere pubbliche. Ghirlandaio si era formato, al pari di altri colleghi, nella bottega del Verrocchio, dal quale aveva maturato l'interesse per l'arte fiamminga, che rimase una delle costanti del suo operare. Con la discesa di Carlo VIII di Francia in Italia nel 1494, gli equilibri che reggevano il fragile sistema diplomatico e politico delle signorie italiane si infranse, portando una prima ondata di instabilità, paura ed incertezza che sarebbe poi continuata nelle lotte tra Francia e Spagna per il dominio della penisola. Tipico in questo senso è l'uso della grigia pietra serena per le membrature architettoniche, che risalta sull'intonaco chiaro delle pareti. FIRENZE — Il bollettino sanitario della Regione Toscana ha registrato 14 nuovi decessi nella provincia di Firenze in un solo giorno, un incremento dovuto alla comunicazione tardiva dei decessi verificatisi anche nei giorni precedenti. Con Brunelleschi, sempre presente sul cantiere, nacque la figura dell'architetto moderno, che è sempre coinvolto nei processi tecnico-operativi, come i capomastri medievali, ma che ha anche un ruolo sostanziale e consapevole nella fase progettuale: non esercita più un'arte meramente "meccanica", ma è un intellettuale che pratica un'"arte liberale", fondata sulla matematica, la geometria, la conoscenza storica[5]. Brunelleschi era più anziano di circa dieci anni e fece da guida e stimolo per il collega più giovane, con il quale si recò a Roma nel 1409, dove videro e studiarono le opere antiche superstiti, cercando di ricostruire soprattutto le tecniche per ottenere tali creazioni. Negli ultimi decenni del 1300 e nei primi del 1400 iniziò a Firenze una fase di rinnovamento culturale e scientifico, che traeva ispirazione dai classici greci e romani, nel quale il tema centrale diventò l’uomo, non più Dio. Intorno agli anni quaranta del Quattrocento il quadro politico italiano si andava stabilizzando con la Pace di Lodi (1454), che spartì la penisola in cinque stati maggiori. Il governo di Piero su Firenze durò appena cinque anni (1464-1469), ma prese un orientamento ben definito, che riprendeva i modi delle raffinate corti aristocratiche, alle quali si ispirò anche, per emulazione, l'aristocrazia cittadina. Agli inizi del secolo gli artisti cittadini erano in bilico su due scelte principali: l'adesione ai modi del gotico internazionale o un più rigoroso recupero dei modi classici, per altro sempre riecheggiati nell'arte fiorentina fin dal XII secolo. Nel 1401-02 Gian Galeazzo Visconti, che stava per conquistare Firenze, si fece conferire il titolo di protettore di Roma, occupando la città. Le membrature sono prive di orpelli decorativi e, a differenza dell'architettura gotica, il complesso gioco statico che tiene su l'edificio è nascosto nell'intercapedine, anziché mostrato apertamente[5]. storia nel 1400 Risultati di ricerca per il termine: storia nel 1400. Sulla ripresa incombeva però la minaccia di Gian Galeazzo Visconti, che aveva accerchiato Firenze nel progetto di creare uno Stato nazionale in Italia sotto il dominio di Milano. Le azioni raccontate sono scorrevoli e attente a restituire la verità umana dei personaggi[25]. Beato Angelico fu tra i primissimi continuatori di Masaccio e nella fase matura ebbe un ruolo di primissimo piano nell'arte fiorentina. Dagli ulteriori sviluppi di questi due artisti e di Masolino si muoveranno le direttrici della pittura successiva. Questa caratteristica, assieme al recupero consapevole di tecniche antiche (come la volta a botte) ed all'applicazione di elementi del tempio classico, fece della villa di Poggio a Caiano un vero e proprio modello per la successiva architettura privata delle ville, con sviluppi importanti che ebbero in seguito luogo soprattutto a Roma e nel Veneto[36]. Opera chiave del suo percorso artistico è il Cenacolo di Sant'Apollonia a Firenze, dove su una solida base prospettica dipinse una solenne Ultima cena, con figure intensamente caratterizzate ed isolate dal netto contorno, rese nel rilievo tramite una cruda illuminazione laterale. Con l'improvvisa morte del Visconti nel 1402 si allentò la morsa militare sulla città, che permise una ripresa economica, per quanto effimera. Filippino Lippi, figlio di Filippo, fu tra i primi artisti a manifestare nel proprio stile un senso di inquietudine. Le Cronache di Benedetto Dei registrarono a Firenze, attorno al 1472, ben quaranta botteghe di pittori, quarantaquattro di orafi, più di cinquanta di "maestri intagliatori" e più di ottanta tra "legnaiuoli di tarsie"[33]. Lo sviluppo dei commerci, e dei contatti con altri mondi avutisi per i numerosi viaggi, intrapresi dai commercianti, apriranno nuovi orizzonti e possibilità; nel 1400 si affermeranno alcune grandi famiglie: i Medici a Firenze, gli Estensi a Ferrara, i Gonzaga a Mantova. Stile sempre ai massimi levelli, con nuove finiture, nuove pedane e nuova sella. A quegli stessi anni risale il ritratto universalmente noto come la Gioconda, probabilmente un ritratto di Lisa Gherardini maritata del Giocondo. Le novità, proposte nei primissimi anni del XV secolo da maestri quali Filippo Brunelleschi, Donatello e Masaccio, non furono immediatamente accolte dalla committenza, anzi rimasero almeno per un ventennio un fatto artistico minoritario e in larga parte incompreso, a fronte dell'allora dominante gotico internazionale. La formazione dell'artista è incerta (Venezia? Il complesso simbolico allude alle virtù morali del giovane prelato, alla vittoria sulle passioni e all'ascesi[21]. Con la Madonna in gloria con quattro santi per Poppi, del 1530, chiuse la sua carriera, anticipando motivi devozionali della seconda metà del secolo[65]. Naturalmente tra le due mani (per non parlare del completamento fatto da Filippino Lippi entro il 1481), si registrano differenze, anche sostanziali. Firenze Capoluogo della provincia omonima e della regione Toscana, Firenze, che conta una popolazione di 402.000 abitanti, si erge sulle sponde dell’Arno, in un ampia pianura attorniata dalle verdi colline di … In quest'ultima emerge l'attività di Antonio, che spicca tanto nella scultura che nella pittura che nelle arti grafiche. Un'insanabile frattura col passato si registra nella decorazione della Cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze, specialmente nella pala con il Trasporto di Cristo al sepolcro (1526-1528): priva di riferimenti ambientali, mostra, con una tavolozza di tonalità diafane e smaltate, undici personaggi stretti in uno spazio ambiguo, dove ai gesti enfatici e alle espressioni tese si unisce l'effetto fluttuante e senza peso di molte figure. Si tratta degli albori del manierismo. La rivalità con la città della torre pendente è stata per Firenze la più accesa di tutto il periodo comunale: iniziatasi nel corso del primo quarto del Duecento, essa si alimentò per ragioni politiche ed economiche, e si sostanziò per la volontà di entrambe le città di porsi quale centro egemone in Toscana. A questa componente aggiunse, fin dalle prime opere, un senso per composizioni serene e bilanciate, maturato dalla tradizione fiorentina, e una notevole capacità disegnativa che si manifestò soprattutto nella creazione di ritratti dalla penetrante individuazione fisionomica e psicologica. Ciò è evidente in ritratti come quello di Maddalena Strozzi, dove l'impostazione a mezza figura nel paesaggio, con le mani conserte, tradisce l'ispirazione dalla Gioconda, ma con risultati quasi antitetici, in cui prevalgono la descrizione dei lineamenti fisici, dell'abbigliamento, dei gioielli, e la luminosità del paesaggio[62]. Secondo quanto racconta Vasari nelle sue Vite, Paolo Uccello «non ebbe altro diletto che d'investigare alcune cose di prospettiva difficili e impossibili», sottolineando il suo tratto più immediatamente distintivo, cioè l'interesse, quasi ossessivo, per la costruzione prospettica. Nonostante la sua nota prudenza iniziò una graduale scalata al potere, che non lo vedeva mai diretto protagonista, ma sempre in seconda linea dietro a uomini di sua stretta fiducia. Le rispondenze tra i gesti tra l'uno e l'altro gruppo di figure legano potentemente le diverse azioni[8]. Le sue antiche origini sono documentate, infatti nel nel 1427 al catasto risultava essere un palazzo con torre, acquistato dalla famiglia Pucci che ne fu proprietaria per oltre due secoli. Fu il primo trionfo dei Medici, che da allora dominarono la città per circa tre secoli. Ciò si vede bene nella tavoletta dell'Ercole e Anteo degli Uffizi (1475 circa), nella Danza di nudi di Villa La Gallina (ricca di citazioni classiche) o nella fitta Battaglia di ignudi (1471-1472)[37]. Le figure dei protagonisti, la sacra famiglia, sono concatenate in un moto a spirale, con una modellazione dei piani di luce e ombra nettamente distinti, con un'esaltazione del nitore tagliente dei profili e dell'intensità dei colori[59]. Ghiberti fu uno dei primi artisti che, assieme a Masolino e Michelozzo, mantennero una valutazione positiva della tradizione precedente, correggendola e riordinandola secondo le novità della cultura umanistica e del rigore prospettico, in modo da aggiornarla senza sovvertirla. Masaccio è colui che, al pari di Donatello e Brunelleschi opera una rivoluzione nell'arte del 1400, portando alle estreme conseguenze il cammino intrapreso da Giotto. L'ardita costruzione prospettica delle sue opere però, a differenza di Masaccio, non serve a dare ordine logico alla composizione, ma piuttosto a creare scenografie fantastiche e visionarie, in spazi indefiniti[15]. Anche nel tempietto del Santo Sepolcro, monumento funebre di Giovanni Rucellai, Alberti usò le tarsie marmoree della tradizione romanica fiorentina, creando una struttura rigorosamente classica con dimensioni basate sul rapporto aureo. La Croce di Donatello è incentrata sul dramma umano della sofferenza, che polemizza con l'eleganza ellenistica di Ghiberti, evitando qualsiasi concessione all'estetica: i lineamenti contratti sottolineano il momento dell'agonia ed il corpo è pesante e sgraziato, ma di vibrante energia. italia nel 1400: riassunto Repubblica di Firenze : situazione politica tempestosa. 1312: Assedio. Il volume è a base quadrata, su due piani, con un grande salone centrale, di altezza pari a due piani, voltato a botte al posto del tradizionale cortile. Il terzo padre della rivoluzione rinascimentale fu Masaccio per la pittura. In ciò ebbe un ruolo anche la committenza, in genere favorevole a soluzioni meno radicali. A palazzo Rucellai unificò vari edifici preesistenti, concentrandosi soprattutto sulla facciata, che venne composta come una griglia di elementi orizzontali e verticali entro la quale si inseriscono le finestre. I tragici avvenimenti ebbero infatti una duratura eco nella produzione artistica, sia per le nuove richieste della committenza "piagnona", cioè seguace di Savonarola, sia per la crisi religiosa e i ripensamenti innescati nelle più sensibili personalità artistiche, tra cui in particolare Botticelli, Fra Bartolomeo e Michelangelo Buonarroti. Inizialmente influenzato da Cosimo Rosselli, suo maestro, e dalla cerchia del Ghirlandaio, si orientò verso una concezione severa ed essenziale delle immagini sacre, aprendosi alle suggestioni dei "grandi", in particolare di Raffaello con il quale aveva stretto una personale amicizia negli anni del suo soggiorno fiorentino[64]. La cupola interna, più piccola e robusta, regge il peso di quella esterna e, tramite gli appoggi intermedi, le permette di svilupparsi maggiormente in altezza[5]. Il modellato delle sculture è sensibilissimo e crea effetti illusionistici che sono ormai lontani dalla ricerca razionale che aveva animato gli artisti rinascimentali della prima generazione. Firenze : E. Loeschner Collection getty; americana Digitizing sponsor Getty Research Institute Contributor Getty Research Institute Language Italian. Determinante fu l'influsso dell'Accademia neoplatonica di Firenze, che si era formata proprio nel periodo di Lorenzo il Magnifico. La figura descritta dall'Alberti rappresentava però un traguardo ideale, raggiunto non prima del XVIII secolo, portando tutta una serie di conseguenze (quali la dicotomia tra artista e artigiano, o la distinzione tra Arti Maggiori e Minori) che nel Quattrocento erano ancora sconosciute[31]. Il divario che si era andato nel frattempo creando tra gli artisti del primo umanesimo e quelli di nuova generazione, legati a un gusto più vario e ornato, fu evidente quando Donatello tornò dal decennale soggiorno a Padova nel 1453. A differenza della teoria di Brunelleschi però, che voleva la prospettiva come un modo per fissare a posteriori e oggettivamente la spazialità, Donatello collocò il punto di fuga dietro al protagonista, in modo da evidenziare il nodo dell'azione, creando un effetto opposto, come se lo spazio si dipanasse dai protagonisti stessi. Il fiorino e il quattrino : la politica monetaria a Firenze nel Trecento. I fiorentini sconfissero il vicario imperiale e conquistarono i castelli e i comuni vicini, per garantire la sicurezza delle proprie attività commerciali. La Primavera (1478 circa) fu forse la sua opera più famosa, perfettamente aderente agli ideali laurenziani, dove il mito rispecchia verità morali e lo stile moderno ma ispirato dall'antico. Ad esempio nella Madonna del Magnificat, del 1483-1485, si assiste a un vero e proprio esperimento ottico, con le figure che appaiono come riflesse in uno specchio convesso, con la proporzioni maggiori di quelle al centro, allontanandosi dalla spazialità geometrica e razionale del primo Quattrocento[39]. In ogni caso la lezione di Leonardo ebbe un forte impatto sugli artisti locali, rivelando un nuovo universo formale che apriva nuovi territori inesplorati nel campo della rappresentazione artistica[52]. Seguendo questo modello commissionò importanti opere di valenza pubblica, come la ristrutturazione della badia Fiesolana, il convento di San Marco o lo stesso palazzo Medici[18]. Una delle opere più significative dei decenni centrali del Quattrocento a Firenze fu comunque la cappella del Cardinale del Portogallo, una raffinata celebrazione di Jacopo di Lusitania, morto a Firenze nel 1458, e della sua casata reale. La potenza illusionistica della volta a botte nello sfondo, fortemente scorciata, impressionò i contemporanei, che non avevano mai visto niente di simile. Il Cristo di Brunelleschi invece è più idealizzato e misurato, dove la perfezione matematica delle forme è eco della perfezione divina del soggetto. Nel 1406 veniva conquistata Pisa e nel 1421 il porto di Livorno. Nel 1527 il Sacco di Roma fu l'occasione per una nuova ribellione ai Medici, ma con l'assedio di Firenze del 1529-30 venne definitivamente messa fine alla repubblica fiorentina, che da allora divenne un ducato nelle salde mani di Cosimo I de' Medici, poi granduca dopo la sanguinosa conquista di Siena. Masolino mediò in pittura tra le dolcezze e l'episodicità del gotico internazionale e la salda spazialità del Rinascimento. Ma se Nanni di Banco nei Quattro Santi Coronati (1411-1414) cita la staticità solenne dei ritratti romani imperiali, Donatello nel San Giorgio (1415-1417) imposta una figura trattenuta, ma visibilmente energica e vitale, come se stesse per scattare da un momento all'altro. Un secondo tipo legato a produzioni correnti, di facile smercio (cassoni nuziali. Nel Pulpito della Passione (1460-1466) scene come il Compianto e deposizione mostrano un rifiuto delle regole prospettiche, dell'ordine e dell'armonia, all'insegna di espressionismo ancora più vivo che nei rilievi a Padova. Firenze racconta una storia lunga secoli a tutti i suoi visitatori, attraverso statue, edifici, musei ed altre incredibili bellezze. Caratteristica fondamentale dell'arte botticelliana fu infatti il disegno e l'evidenza accordata alla linea di contorno[39]. Il Rinascimento nacque ufficialmente a Firenze, città che viene spesso indicata come la sua culla. la sua attività è concentrata in pochissimi anni: dalla prima opera pervenutaci nel 1422 fino alla morte a Roma nel 1428. Le tombe, più che addossate, si rapportano dinamicamente con le pareti, con le statue accolte da nicchie riprendono la forma delle edicole sopra le porte e delle finestre[70]. Arrivato però allo scontro con le altre famiglie potenti della città, prime fra tutte gli Albizi e gli Strozzi, dovette cedere in un primo momento all'esilio per poi tornare trionfante in città, acclamato dal popolo che gli tributò in nome di Pater Patriae e scacciò i suoi nemici. Pittura 2.1 Beato Angelico 2.2 Filippo Lippi 2.3 Paolo Uccello 2.4 Domenico Veneziano 3. La cupola, soprattutto dopo la conclusione con la lanterna che col suo peso consolidava ulteriormente costoloni e vele, era quindi una struttura organica, dove i singoli elementi si danno reciprocamente forza[5], riconvertendo anche i pesi potenzialmente negativi in forze che aumentano la coesione, quindi positive. Perduto anche il cartone, le ultime tracce dell'opera furono probabilmente coperte nel 1557 dagli affreschi del Vasari. Milena Magnano, Leonardo, collana I Geni dell'arte, Mondadori Arte, Milano 2007, p. 112. concorso per la porta nord del Battistero, Guarigione dello storpio e resurrezione di Tabita, San Pietro risana gli infermi con la sua ombra, Storie di santo Stefano e san Giovanni Battista, Leonardo da Vinci § Giovinezza (1452–1481), Sandro Botticelli § La crisi irreversibile, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, Michelangelo Buonarroti § Rientro a Firenze (1501-1504), Raffaello Sanzio § Il periodo fiorentino (1504-1508), Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena, Eterno in gloria tra le sante Maddalena a Caterina da Siena, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Rinascimento_fiorentino&oldid=114514415, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Attenzione all'uomo come individuo, sia nella. Partecipe di tutte le innovazioni di quegli anni, intraprese anche lui un profondo rinnovamento della tradizione, indirizzandosi verso un originale recupero della deformazione espressiva, quasi caricaturale, riprendendo accenni che si trovano nelle opere di Filippino Lippi e Piero di Cosimo. Al centro, sopra la ghirlanda, si trova il teschio affiancato dal giglio e dalla palma, simboli della purezza e dell'immortalità dell'anima. La prima disciplina che sviluppò un nuovo linguaggio fu la scultura, facilitata in parte dalla maggiore presenza di opere antiche a cui ispirarsi: entro i primi due decenni del Quattrocento Donatello aveva già sviluppato un linguaggio originale rispetto al passato. ), rielaborando la tipologia del Crocifisso di Giotto ma aggiungendovi una leggera torsione verso sinistra che crea più punti di vista privilegiati e "genera spazio" attorno a sé, cioè induce l'osservatore a un percorso semicircolare attorno alla figura. Le ultime opere di Sandro Botticelli sono tutte accese da un fervore religioso e da un ripensamento sui principi che avevano guidato la sua attività precedente, arrivando in alcuni casi a un'involuzione e un ripiegamento verso i modi del primo Quattrocento, mettendo a nudo l'ormai drammatica inadeguatezza dei sistemi figurativi tradizionali[39]. Lo spazio appare così nitido e misurabile ad occhio nudo, secondo un ritmo armonioso che è evidenziato da pochi e raffinati elementi decorativi. Furono almeno tre gli elementi essenziali del nuovo stile[1]: Tra questi quello più caratterizzante fu sicuramente quello della prospettiva lineare centrica, costruita secondo un metodo matematico-geometrico e misurabile, messo a punto ai primi del secolo da Filippo Brunelleschi. Dopo la sua morte il potere dei Visconti si ridusse a Milano e alla Lombardia. Lo sviluppo dei commerci, e dei contatti con altri mondi avutisi per i numerosi viaggi, intrapresi dai commercianti, apriranno nuovi orizzonti e possibilità; nel 1400 si affermeranno alcune grandi famiglie: i Medici a Firenze, gli Estensi a Ferrara, i Gonzaga a Mantova. Le proporzioni sono studiate con cura (le braccia aperte misurano quanto l'altezza della figura, il filo del naso punta al baricentro dell'ombelico, ecc. Le citazioni colte (come la posa di Eva che richiama una Venere pudica) sono trasfigurate da un severo vaglio del naturale, che le rende vive e carnose, non accademicamente archeologiche: già i contemporanei lodarono nella sua arte "l'ottimo imitatore della natura", piuttosto che il resuscitatore dell'arte antica[8]. Invece di chiudersi su sé stessa nel cortile, la villa è aperta verso il giardino circostante, grazie anche all'intelligente filtro del loggiato, che media gradualmente tra interno ed esterno. Michelozzo era un profondo conoscitore sia dell'opera di Brunelleschi che della tradizione gotica delle grandi basiliche fiorentine, ed usò i mezzi rinascimentali per depurare e arricchire la tradizione passata. I primi eredi di Masaccio furono alcuni suoi allievi e coloro che subito studiarono e misero a frutto le innovazioni della cappella Brancacci. continua a colpire i visitatori che vengono a Firenze. Procedimenti complessi, come la prospettiva, erano appresi per via empirica, senza conoscere a fondo i principi teorici che ne stavano alla base[31]. Tali eventi luttuosi spinsero il pontefice a promuovere piuttosto un'altra impresa nel complesso laurenziano, ovvero la creazione di una cappella funebre, nota come Sagrestia Nuova, di cui venne incaricato sempre Michelangelo. Ciò contrasta con i violenti contrasti plastici e il forte slancio verticale del vestibolo[71]. Il saggio prevedeva la realizzazione di una formella con il Sacrificio di Isacco: al concorso presero parte fra gli altri Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi, dei quali ci sono pervenute le due formelle finaliste. Ormai Firenze era a capo di uno Stato regionale di Toscana. Con i suoi soggiorni a Roma e Milano fu un fondamentale diffusore della cultura rinascimentale in Italia[17]. Madonna col Bambino e sant'Anna, Ashmolean Museum, Aristotile da Sangallo, copia della Battaglia di Cascina di Michelangelo. In quegli anni le mura medievali vengono abbattute, il territorio cittadino si espande, il … The present convent stands on a site occupied since the 12th century by a Vallombrosan monastery which later passed to the Silvestrines; they were driven out of San Marco in 1418, and in 1438 the convent was given to the Dominican Observants. Nel 1406 venne stabilito che le Arti di Firenze decorassero ciascuna delle nicchie esterne della chiesa di Orsanmichele con statue dei loro protettori. ANNO: 1100 1300 1400 1500 1600 1700 1800 1900. Esempi lampanti sono, appunto, il Canzoniere di Petrarca e il Decameron di Boccaccio. In essa il piano nobile si sviluppa con terrazze su tutti i lati a partire da un basamento circondato da una loggia ad arcate continua. Le figure plastiche e isolate, in un equilibrio perfetto con lo spazio misurabile e immobile, lasciavano ormai spazio a giochi continui di forme in movimento, con maggiore tensione e intensità espressiva[34]. Le novità, proposte nei primissimi anni del XV secolo da maestri quali Filippo Brunelleschi, Donatello e Masaccio, non f… Altri scultori, per quanto molto attivi e richiesti, non rinnovarono invece il loro repertorio rifacendosi alla tradizione quattrocentesca, come Benedetto da Rovezzano. Anche in opere successive, come la Trinità e santi, accentuò i valori espressivi con uno scorcio spettacolare della croce ed esasperando il realismo delle figure. Ne è un esempio l'Apollo e Dafni (1483) di Pietro Perugino, in cui Dafni era la versione greca del nome Laurus, cioè Lorenzo. In questi anni infatti il Veneziano stava sviluppando una pittura accordata sui toni chiarissimi dei colori, che arrivano a sembrare impregnati di luce diafana[24]. Già il romanico a Firenze fu caratterizzato da una serena armonia geometrica che ricordava le opere antiche, come nel battistero di San Giovanni (forse X secolo-XIII secolo) o in San Miniato al Monte (dal 1013 al XIII secolo). Vi è rappresentato nella pala centrale la Deposizione nel sepolcro, a cui l'artista arrivò dopo numerosi studi ed elaborazioni a partire dal Compianto sul Cristo morto della chiesa fiorentina di chiesa di Santa Chiara di Perugino.